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Feb

La RAI rinuncia al canone speciale per pc

 

La RAI inverte la marcia e rinuncia al canone speciale. La bufera di polemiche sui social network, le interrogazioni parlamentari bipartisan, il calo di popolarità dell'azienda hanno costretto i vertici a precisare che il mero possesso dei computer e delle altre apparecchiature non comporta il pagamento del canone speciale.

Sarebbe stato un altro canone non pagato, date le cifre che andavano dai 200 ai 6 mila euro. Solo per gli apparecchi adattati alla ricezione effettiva dei canali televisivi, quindi anche computer utilizzati come televisori (digital signage) rimarrà l'obbligo, salvo se è stata già corrisposta la somma per il possesso del televisore. La RAI invierà nuove lettere alle aziende destinatarie dei bollettini del canone speciale? Non si sa ancora. 

Nella marcia indietro è stato decisivo l'intervento del dipartimento delle Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico che ha spiegato che la mossa della RAI aveva già spinto più di un migliaio di clienti business a telefonare a Telecom Italia per informarsi e, in taluni casi, iniziare le procedure di disdetta del contratto Adsl. Un'operazione che cozzava con l'Agenda Digitale voluta da Monti per abbattere il digital divide e diffondere internet in tutte le famiglie italiane. D'altronde, appellarsi ad una legge del 1938 su tecnologie di nuovo millennio è ridicolo.

 

La RAI rinuncia al canone speciale per pc